Ungass 2016 – Assemblea Speciale Onu sulle Droghe – Anticipazioni ed Aggiornamenti

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UNGASS 2016 può segnalare un cambio internazionali in materia di controllo delle droghe e verso la legalizzazione.

Nel 1971, Richard “Tricky Dick” Nixon ha introdotto la guerra alla droga al mondo dichiarando droga e tossicodipendenti / abusanti “nemico pubblico numero uno . ”

Il piano iniziale per combattere questo “nemico” era per l’eradicazione, interruzione delle spedizioni e delle vendite e incarcerazione.

Oggi, la Drug Policy Alliance, che sostiene la fine della guerra alla droga, stima che gli Stati Uniti spendono 51 miliardi di $ all’anno per queste iniziative fallimentari.

Per anni i governi hanno chiesto un nuovo approccio all’inefficace guerra internazionale alla droga. Incalzato dai leader dell’america latina, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la parte decisionale delle Nazioni Unite, può finalmente ascoltare questo clamore, verso il cambiamento.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite prevede di tenere una revisione delle politiche di controllo della droga nel corso di una sessione speciale che si terrà 19-21 aprile 2016, a New York City. Questa sessione è chiamata UNGASS 2016.

Che cosa è UNGASS?

ungass2016_0L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite Sessione Speciale, o UNGASS, è un  incontro degli Stati membri delle Nazioni Unite per valutare e discutere le questioni globali come la salute, gender, o in questo caso, le priorità di controllo della droga del mondo.

L’ultima volta che si è tenuta una sessione speciale sulla droga, nel 1998, l’attenzione è stata posta appunto sulla totale eliminazione delle sostanze dal mondo.

Oggi, i leader politici ed i cittadini stanno spingendo per ripensare l’approccio inefficace e pericoloso adottato in passato.

Originariamente, l’Assemblea Generale Onu sulle droghe avrebbe dovuto tenersi nel 2019, ma i presidenti della Colombia, del Guatemala e del Messico hanno richiesto un anticipo, data l’urgenza dei problemi sul piatto.

Negli ultimi anni infatti, la guerra internazionale alla droga, anziché risolvere, ha inasprito delle problematiche di salute pubblica, sono aumentate le carcerazioni, sono state alimentate la corruzione, la violenza e il mercato nero degli stupefacenti.

I governi di molti paesi hanno iniziato a richiedere un nuovo approccio e a riformare le politiche e le legislazioni nazionali, stimolando uno slancio senza precedenti verso il cambiamento. C’è dunque bisogno di un dibattito aperto sulla validità delle politiche mondiali e sulla attuale cornice legislativa, rappresentata dalle Convenzioni internazionali: un dibattito che includa non solo tutte le agenzie Onu e i governi, ma anche i ricercatori, la società civile e i soggetti direttamente coinvolti, dai consumatori di sostanze ai contadini coinvolti nella coltivazione su piccola scala di piante illegali per ragioni di sussistenza.

Perché è importante questo summit?

Sebbene gli appuntamenti internazionali in materia di droghe tendano normalmente a riaffermare le politiche preesistenti, ci sono validi motivi per credere che UNGASS 2016 sia diverso. Innanzitutto, già il meeting ad alto livello del 2009 aveva registrato la fine dell’unanimismo proibizionista, poiché un nutrito gruppo di paesi europei (fra cui Germania, Regno Unito, Spagna e Portogallo) sottoscrissero una “riserva” alla Dichiarazione Politica finale, in cui riaffermavano la volontà di applicare la strategia di Riduzione del Danno. Inoltre, mai prima d’ora così tanti governi nazionali hanno espresso dissenso con la politica di “guerra alla droga”. Più importante, in molti paesi la società civile ha messo in discussione le leggi sulle droghe, mediante proposte di riforma e referendum o campagne popolari (si vedano i referendum in alcuni stati americani per la legalizzazione della cannabis a uso terapeutico e ricreativo, ma anche i referendum degli anni novanta in Italia per la depenalizzazione dell’uso personale e in Svizzera a favore della riduzione del danno e dei trattamenti con eroina).

A ciò si aggiunga che sono sempre più le evidenze scientifiche che mostrano l’efficacia, in termini di salute pubblica, degli interventi di riduzione del danno nella riduzione di overdose e malattie a trasmissione sessuale (in primis HIV). Per la prima volta, vi è significativo dissenso a livello locale, nazionale e internazionale.

Il ruolo delle ONG

Alcune organizzazioni internazionali, tra cui IDPC (International Drug Policy Consortium, di cui FD è membro) hanno sollevato la questione di un a reale partecipazione della società civile ad UNGASS 2016, allargando la rappresentazione della stessa oltre il comitato “storico”- il Vienna NGO Committee (VNGOC) -e anche il New York Committee on Drugs .

Si è dunque costituita una Civil Society Task Force che, per la prima volta, dovrà avere un ruolo importante nella tematizzazione dell’evento e nell’interlocuzione con gli stati membri delle Nazioni Unite.

PERCHE’ CAMBIARE APPROCCIO VERSO LE DROGHE?

Nel 2010, il governo federale degli Stati Uniti ha speso oltre $ 15 miliardi di dollari per la guerra alla droga ad un tasso di circa $ 500 per secondo. (Fonte: Ufficio del Nazionale Drug Control Policy ).

Più di 1,5 milioni di arresti per droga vengono effettuati ogni anno negli Stati Uniti e la stragrande maggioranza di questi arresti sono solo per il possesso.

Depenalizzare il possesso di droga è in grado di fornire alcuni importanti vantaggi per la sicurezza pubblica e per la salute, come ad esempio:

  • riducendo in modo significativo il numero delle persone arrestate e incarcerate;
  • Aumentare l’assunzione in trattamento farmacologico;
  • La riduzione dei costi della giustizia penale e riorientare le risorse dalla giustizia penale ai sistemi sanitari;
  • Riorientare le risorse delle forze dell’ordine per prevenire i reati gravi e violenti;
  • Affrontare le disparità razziali nell’applicazione della legge e la condanna, il carcere e dei relativi effetti sulla salute;
  • Minimizzare lo stigma e la creazione di un clima in cui le persone che fanno uso di farmaci siano meno timorosi di cercare e accedere alle cure, utilizzando i servizi di riduzione del danno e di ricevere servizi di HIV / AIDS;
  • Proteggere le persone dalle conseguenze ampie e debilitanti di una condanna penale

L’ONU deve agire per affrontare l’evidente disparità tra la loro politica e le realtà mediche, scientifiche e legali. La cannabis è prevista nelle Tabelle I e IV della convenzione unica sugli stupefacenti, come modificata dal protocollo (la “convenzione unica”) 1972 che non riconosce i benefici medici. Questo stato di pianificazione di cannabis è stato creato sulla base di un rapporto creato dal Comitato per la salute della Società delle Nazioni nel 1935.

LE RICHIESTE DI IDPC

Il Consorzio Internazionale per le Politiche sulle Droghe (IDPC) è una rete di più di 120 organizzazioni della società civile che si sono associate per promuovere una discussione oggettiva e trasparente sulle politiche nazionali ed internazionali sulle droghe.

Questo documento esplicita le cinque principali richieste che i membri del Consorzio sosterranno collettivamente da oggi fino al 2016. Queste richieste sono state definite attraverso specifici momenti di consultazione fra i membri di IDPC e i loro partners , ed ognuna sarà spiegata con maggior dettaglio in documenti informativi che saranno prodotti nei prossimi mesi:

  • ASK 1: garantire un dibattito aperto e inclusivo
  • ASK 2: rideterminare gli obiettivi della politiche sulle droghe
  • ASK 3: sostenere azioni di innovazione e sperimentazione
  • ASK 4: fermare la criminalizzazione delle persone più fragili
  • ASK 5: promuovere la riduzione del danno

SCARICA IL FILE: UNGASS-Asks_External_FINAL_November-2014_ITALIAN

 

LA POSIZIONE DI FORUM DROGHE

In Italia, Forum Droghe si è mosso fin dal settembre scorso, inviando una lettera aperta al premier Renzi, sottoscritta da molte altre associazioni.

Il dibattito del Cartello di Genova alla Conferenza di Milano del novembre scorso ci permette oggi di articolare meglio le richieste al governo italiano, confortati anche da importanti documenti appena pubblicati: in particolare, le raccomandazioni del “gruppo di Budapest”, un cartello di associazioni europee, rivolte alla Ue (A call for Eu leadership on drug policy); e quelle della Swiss Federal Commission for Drug Issues (Position of the EKDF in connection with the Special Session of the Un General Assembly on Drug Issues) , che fonda le sue indicazioni sugli sviluppi delle politiche svizzere e sui relativi risultati positivi.

Rinnoviamo dunque l’appello al governo italiano perché non disattenda le aspettative di Ban Ki Moon per un dibattito “aperto e a largo spettro che affronti tutte le opzioni politiche”. E’ questo il taglio politico che permette una vera discontinuità con un passato di ideologie e vuoti rituali, oggi difeso a spada tratta dal fronte conservatore ultra proibizionista. L’aggettivo “aperto” allude anche a un diverso modo di affrontare la politica delle droghe, non più come questione separata, ma al contrario pienamente inserita e in coerenza con la missiongenerale delle Nazioni Unite: tesa all’affermazione dei diritti umani, alla difesa della salute, alla promozione del benessere socioeconomico dei popoli, alla riduzione delle ineguaglianze. In questo quadro, le politiche sulle droghe non possono avere come riferimento solo le Convenzioni sulle droghe narcotiche, bensì tutti gli altri documenti e trattati internazionali sui diritti umani, ad iniziare dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dal Trattato Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, al secondo protocollo al Trattato Internazionale sui diritti civili e politici, il cui art.1 propone l’abolizione della pena di morte. Allo stesso modo, la politica delle droghe non può far capo solo al Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime), ma devono essere coinvolte a pieno titolo anche le agenzie che si occupano di salute e sviluppo (Oms, Unaids, Undp). Non c’è da stupirsi che il fronte “duro” sia così restio a parlare di droghe e diritti umani, essendo oggi perlopiù composto di paesi autoritari e con bassi standard di diritti civili, se non apertamente totalitari.

Il fatto che oggi l’America di Obama non sia più alla guida dello schieramento conservatore è la novità che rende più limpido il terreno politico del confronto e dovrebbe spingere sia l’Europa che l’Italia a posizioni più chiare e coraggiose.

Chiediamo anche che l’Italia porti l’esperienza fallimentare della legge fortemente punitiva del 2006 a sostegno di un riequilibrio di accento politico e di risorse dal penale al sociale, battendosi per la decriminalizzazione del consumo e per la promozione dei pilastri sociosanitari, in particolare della riduzione del danno.

Le Ong sono da tempo in campo. Il Dipartimento Antidroga ha promesso un confronto col governo italiano. A quando?

LE RICHIESTE NEL DETTAGLIO:

  • Definire la posizione dell’Italia a New York (UNGASS 2016): l’Italia si batta per: 1) un dibattito “ampio e onesto”, come auspicato da Ban Ki Moon, sulle politiche globali e le unwanted consequences delle politiche proibizioniste (in termini di milioni di consumatori e di autori di reati minori di droga incarcerati e criminalizzati);2) la ridefinizione degli obiettivi della politica sulla droga riequilibrando il sistema (oggi sbilanciato sulla repressione penale) verso la difesa della salute, passando “dalla eliminazione della produzione e circolazione di droghe”, a obiettivi più in linea con la mission generale ONU (difesa dei diritti umani, sviluppo sociale ed economico, salute pubblica); 3) la piena legittimità delle politiche di Riduzione del danno, superando le resistenze del passato; 4) il supporto allesperimentazioni che stanno avvenendo nel mondo (dalle Drug Consumption Rooms, alla legalizzazione della cannabis in Uruguay e in alcuni stati degli USA) promuovendone la valutazione. 5) una discussione aperta sulle Convenzioni e sul loro ruolo, nonché su ipotesi di regolamentazione alternative alla proibizione.
  • Dare piena legittimità in Italia alla Riduzione del danno, adottando il modello europeo dei 4 pilastri (applicazione legge penale, prevenzione, trattamento, riduzione del danno)
  • Avviare il confronto su un nuova normativa penale organica, dopo gli interventi della Corte Costituzionale, verso la depenalizzazione/decriminalizzazione e nuove ipotesi di regolamentazione per la cannabis (vedi sopra).
  • Centrare sul ruolo della ricerca nella definizione delle politiche, valorizzando la ricerca indipendente condotta in questi anni dalle ONG (vedi la ricerca valutativa sulle politiche penale coi Libri Bianchi e il nuovo filone di studi sui “controlli” sul consumo).
  • Coinvolgere ampiamente le forze sociali, dalle associazioni di advocacy sulla politica delle droghe, sulla giustizia e sul carcere, sulle politiche sociali; alle reti di consumatori; alle reti di operatori pubblici e privati , comprese quelle di nuova costituzione come ITARDD (la rete di riduzione del danno); alle reti internazionali di ONG, come International Drug Policy Consortium, che possono aiutare a inquadrare le scelte politiche italiane nel contesto dei cambiamenti internazionali.

L’Assemblea UNGASS 2016 – PROGRAMMA AGENDA

Agenda
L’Assemblea Generale ha deciso che la sessione speciale è composto da un dibattito generale e tavole rotonde interattive multi-stakeholder condotto in parallelo con la plenaria.
[ Informazioni all’ordine del giorno ]
Tavole rotonde

19 Aprile
15:00-18:00
Tavola rotonda 1 la riduzione della domanda e misure correlate, ivi incluse la prevenzione e il trattamento, nonché le questioni relative alla salute; e garantendo la disponibilità di sostanze controllate per scopi medici e scientifici, mentre impedirne lo sviamento ( “farmaci e la salute”)
20 Aprile
10:00-01:00
Tavola rotonda 2 riduzione dell’offerta e le misure correlate; risposte ai reati connessi alla droga; e contrastare il riciclaggio di denaro e di promuovere la cooperazione giudiziaria ( “la droga e il crimine”)
20 Aprile
15:00-18:00
Tavola rotonda 3 questioni trasversali: la droga e dei diritti umani, i giovani, le donne, i bambini e le comunità
21 Aprile
10:00-01:00
Tavola rotonda 4 questioni trasversali: le nuove sfide, le minacce e le realtà a prevenire e affrontare il problema mondiale della droga nel rispetto del diritto internazionale pertinente, comprese le convenzioni di controllo di tre farmaci; il rafforzamento del principio di responsabilità comune e condivisa e la cooperazione internazionale
21 aprile
02:00-05:00
Tavola rotonda 5 sviluppo alternativo; cooperazione regionale, interregionale e internazionale in materia di politica di controllo della droga equilibrata orientata allo sviluppo; affrontare le questioni socio-economiche

[ Maggiori informazioni su tavole rotonde ]

Documentazione

Simbolo documento Titolo
A / S-30/1 ordine del giorno provvisorio della sessione speciale trentesimo dell’Assemblea generale
A / S-30/2 Relazione della Commissione stupefacenti sul suo lavoro di preparazione per la sessione speciale dell’Assemblea generale sul problema mondiale della droga
E / CN.7 / 2016 / L.12 / Rev.1 Sessione speciale dell’Assemblea generale sul problema mondiale della droga nel 2016: Progetto di risoluzione trasmettere il documento finale all’Assemblea Generale

 

SCARICA IL BRIEFING PAPER RELATIVO AD UNGASS 2016 a CURA DI FUORILUOGO: briefing-paper-finale-web

 

FONTE Antonella Camposeragna e Grazia Zuffa per Fuoriluogo, Blackoutx, Indibay

Redazione
Associazione Nazionale FreeWeed Board, 100% Noprofit, Apartitica ed Indipendente.
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