Viaggio nella Fiera “ExpoCanamo” di Siviglia

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Articolo di Chiara Stefani

Siviglia, 15 maggio 2016 

Qualche settimana fa mi è stata offerta la possibilità di collaborare come interprete in occasione della fiera Expocáñamo di Siviglia. Il titolo dell’intervento assegnatomi suggeriva: Il valore nutrizionale del seme di canapa a cura del dott. Giuseppe Nicosia. Ho detto subito di sì, perché sono una persona alla quale piace molto vivere esperienze diverse. L’avventura è sempre stata il mio forte! 

 Ho fatto ciò che mi hanno sempre insegnato: raccogliere più informazioni possibili sull’argomento e sul relatore, in modo da avere tutto sotto controllo. Detto fatto! Ho spulciato il web da cima a fondo: articoli, interviste, blog, tanto che alla fine avevo quasi l’impressione di conoscere qualcuno che ancora non conoscevo.  

L’incontro con Giuseppe ha superato incredibilmente le aspettative: è una persona con la quale ci si trova a proprio agio da subito. Prima della conferenza, infatti, abbiamo chiacchierato e fatto un giro insieme tra gli stand. Abbiamo parlato molto di canapa, e dell’inganno perpetuato al fine di renderla illegale.
Giunta l’ora della conferenza, siamo saliti sul palco con il comune obiettivo di lasciare il segno nel pubblico. Ero molto in ansia, poiché era la mia prima esperienza come interprete, dedicandomi di norma esclusivamente alla Traduzione Audiovisiva (Sottotitolaggio, Adattamento sceneggiature per il doppiaggio, localizzazione di siti web). Dai sorrisi e dagli applausi, posso affermare che abbiamo certamente fatto un buon lavoro. 

Abbiamo insegnato qualcosa d’importante a chi ci stava ascoltando, ossia che un seme così piccolo nasconde mille benefici per il nostro corpo: può essere usato come farina o come olio, è un alimento proteico che contiene tutti gli aminoacidi essenziali, è utile in caso di malattie asmatiche, cardiovascolari, problemi di apprendimento, depressione, etc. Da questo seme, che può essere mangiato al naturale, si possono ottenere prodotti come pasta, pane, pizza, barrette energetiche.
Di grande peso sono state le parole di Giuseppe quando ha detto che “la canapa ha accompagnato l’evoluzione umana, e la sua proibizione è palesemente un regresso sociale e civile. 

Girando tra gli stands nella fiera ho compreso quanto vere fossero le sue parole: ho visto molti prodotti realizzati con la canapa. Ho visto bellissimi vestiti e bellissime scarpe, mattoni, oggetti in bio-plastica e cibo, tutto derivato dalla canapa.
In Spagna, la legalizzazione è ormai vicina: i Cannabis Social Club, anche se non ancora sufficientemente regolamentati, sono una realtà. I movimenti antiproibizionisti, che siano di malati o di semplici estimatori, sono uniti nella lotta. In Italia siamo un po’ più indietro, ma abbiamo delle persone validissime che si battono contro il proibizionismo: basterebbe appoggiare maggiormente chi ci mette la faccia e impegnarsi di più Tutti, come fanno qui in Spagna.

Per migliorare il Pianeta logicamente non basta più lottare per legalizzare la cannabis: ognuno di noi dovrebbe prendere coscienza della realtà che ci circonda e del danno che abbiamo inflitto al Pianeta. Siamo solo stati capaci di distruggerlo in nome di un progresso il cui unico risultato è stato quello di dividerci gli uni dagli altri, ammalarci e provocare sofferenza. Abbiamo oltrepassato il limite. Forse è troppo tardi per riportare tutto alla normalità, ma da buona testarda ho sempre la speranza che, ancora, si possa rimediare. Dovremmo cercare di cambiare le nostre abitudini, niente di più difficile, lo so, ma dobbiamo pensare che non saremmo solo noi a beneficiarne, ma anche e soprattutto le generazioni future. Che colpa hanno i bambini di domani per subire le conseguenze dei danni che noi provochiamo oggi? Quei bambini potrebbero rappresentare la salvezza per il futuro, a patto che nascano e crescano in un mondo giusto, pieno di valori. Ci hanno mostrato un mondo che non esiste, siamo stati abituati a vedere le cose come i potenti hanno sempre voluto. La canapa rappresenta uno degli esempi più lampanti di tale inganno: ci hanno sempre nascosto quelle verità che sono una minaccia per poche ma potenti lobby (petrolio, farmaci, ecc.), ma che rappresentano la soluzione a svariati problemi di tutti. Dalla canapa si ottengono, infatti, oltre cinquanta mila derivati che sono tutti ecologici. Pensate il bene che potrebbe fare questa pianta alla Terra. Dobbiamo smetterla di farci prendere in giro da chi continua a dire che, una delle sostanze meno tossiche e più terapeutiche al mondo, è “droga”. Dobbiamo essere noi il cambiamento che desideriamo, magari partendo proprio dal richiedere un’immediata legalizzazione.

Sono veramente onorata di aver partecipato a quest’evento, e sono orgogliosa di aver scelto questo lavoro perché mi permette di fare esperienze sorprendenti e conoscere persone speciali. Sono contenta di aver fatto da ponte tra Giuseppe e il suo pubblico, rendendo accessibili a tutti le sue parole. L’arte del tradurre, in tutte le sue sfaccettature, permette di parlare al posto di chi, per uno scoglio linguistico, non può farlo. L’interprete o il traduttore, si trova davanti a un puzzle perfetto che è il testo originale, e il suo compito è di distruggerlo e di ricostruirlo in un’altra lingua cercando di creare un discorso o un testo armonioso e alla portata di tutti, trasferendo il pensiero e i sentimenti di chi si esprime in un’altra lingua rispetto chi lo ascolta. 

 Vorrei infine ringraziare gli organizzatori di Expocáñamo con l’augurio e il desiderio di rivederci in occasione della prossima edizione, e ancora Giuseppe Nicosia per la sua attività antiproibizionista che esercita con contagiosa passione. 

 PS: Per chi volesse sapere qualcosa in più su di me, il mio indirizzo e-mail è chiara.stefani89@gmail.com 

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