Anandamide e Cannabis: le funzioni del recettore della beatitudine

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Funzioni dell’ Anandamide e recettori della beatitudine, Articolo di Giuseppe Gallenti

Gli scienziati del recettore della beatitudine hanno iniziato a cercare i siti dei recettori per spiegare l’azione di altri farmaci e tossine in un modo simile. Nel 1988, furono scoperti recettori specifici per il THC (tetraidrocannabinolo, il principio attivo della marijuana). Il THC non si trovava naturalmente nel corpo. L’esistenza di uno specifico “recettore della beatitudine” per il THC implicava che in realtà era solo una falsificazione di una chiave molecolare naturale finora sconosciuta.
La chiave è stata isolata dallo scienziato israeliano Raphael Mechoulam nel 1992: arachidonil etanolamide, in seguito chiamato “anandamide”:

Un meccanismo sconosciuto per capirne la sua funzione modulante.
Per scoprire perché l’utero contiene anandamide e l’embrione contiene recettori cannabinoidi, gli scienziati hanno prima esaminato gli effetti dell’anandamide sullo sviluppo degli embrioni.
Quando, in fase di sperimentazione, hanno messo degli embrioni di topi nella coltura cellulare, circa il 90 percento ha proceduto alla fase successiva dello sviluppo embrionale, la blastocisti, che normalmente si impianta nel muro dell’utero e alla fine diventa un feto.
Con l’aggiunta di anandamide, solo il 36 percento è passato allo stadio di blastocisti.
Tuttavia, se questi embrioni sono stati collocati in coltura cellulare senza anandamide, la maggior parte ha iniziato a svilupparsi di nuovo.
Lo stesso meccanismo si attua nel corpo umano a livello embrionale.

Oltre a inibire la crescita degli embrioni prima dell’impianto, l’anandamide probabilmente inibisce anche l’impianto stesso, ciò hanno scoperto i ricercatori.
Hanno determinato che la somministrazione di composti simili all’anandamide impediva alle blastocisti di impiantarsi nella parete uterina.
L’anandamide può svolgere almeno tre funzioni prima e durante l’impianto, suggerisce il Dr. Dey. Primo, il composto può essere coinvolto nella sincronizzazione dello sviluppo dell’embrione con la preparazione dell’utero per riceverlo. Ad esempio, l’anandamide secreta nel fluido delle tube uterine può ritardare lo sviluppo embrionale fino a quando l’utero è pronto a ricevere la blastocisti impiantante e a sostenerlo una volta impiantato.

In secondo luogo, l’anandamide può essere coinvolto nella selezione degli embrioni. “Nel topo, circa il 15% degli embrioni non si impianta mai e negli esseri umani fino al 60% non impiantano o non sopravvivono dopo l’impianto”, afferma il dott. Dey. “Forse questi embrioni respinti sono inferiori in qualche modo, e alti livelli di anandamide nella parete uterina possono impedire loro di impiantare o sopravvivere dopo l’impianto.”

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Infine, suggerisce il Dr. Dey, l’anandamide può impedire a un secondo blastocisto di impiantare quello vicino che ha già impiantato. Dopo il primo impianto, il livello di anandamide nell’area circostante aumenta di nuovo, impedendo così che altre blastocisti si impiantino nello stesso sito. Comprendere come l’anandamide agisce nel tratto riproduttivo femminile può portare a una spiegazione per alcuni casi di infertilità nelle donne, se l’anandamide si trova ad esistere nell’utero umano, suggerisce il Dr. Dey. In queste donne infertili, livelli eccessivi di anandamide potrebbero compromettere lo sviluppo e l’impianto dell’embrione, afferma il dott. Dey.




Questa ricerca può anche portare allo sviluppo di nuovi contraccettivi che possono inibire lo sviluppo e l’impianto dell’embrione allo stesso modo dell’anandamide.
Viceversa, potrebbe anche portare allo sviluppo di agenti di fertilità che agiscono in modo opposto a quelli dell’anandamide.

Salute e sistema cannabinoide.
In sintesi, la Cannabis e il sistema endocannabinoide servono a una buona salute.
Mentre continuiamo a selezionare la scienza emergente della cannabis e dei cannabinoidi, una cosa rimane chiara: un sistema funzionale di cannabinoidi è essenziale per la salute. Dall’impianto embrionale sul muro dell’utero di nostra madre, all’assistenza e alla crescita, alla risposta alle ferite, gli endocannabinoidi ci aiutano a sopravvivere in un ambiente in rapida evoluzione e sempre più ostile.




Gli endocannabinoidi hanno natura lipidica e derivano da un acido grasso polinsaturo, l’acido arachidonico e agiscono sul sistema nervoso centrale avendo come bersaglio i sistemi regolatori dei metabolismi.

Gli endocannabinoidi prodotte naturalmente nel nostro corpo sono l’anandamide (AEA) e arachidonoilglicerolo (2-AG).
Vediamo cosi benefici in innumerevoli malattie a partire da essere antitumorale preventivo, analgesico e antidolorifico, sclerosi multipla, fibromialgia, glaucoma, epilessia, alzaimer,antiasmatico,espettorante, antibiotico,artrite, antibatterico, antistress e tante altre patologie.

Troppi o troppo pochi endocannabinoidi possono causare uno squilibrio all’interno del nostro corpo.
Mentre è stato osservato che le condizioni del lavoro del sistema sono veri e propri stati che possiamo definire “trattamento resistente”, ora capiamo come l’effetto entourage ci può aiutare e difatti le varie sostanze contenute regolano il sistema endocannabinoide (SEC) sia se ci sono o troppi o troppo pochi endocannabinoidi.
Tutto il meccanismo funziona come una vera e propria attività modulante.
Doveroso fare delle considerazioni.
Gli endocannabinoidi sono una serie di composti chimici prodotti naturalmente dal nostro organismo, con una vasta gamma di funzioni di primaria importanza grazie alla capacità di molti suoi composti di “legarsi” ad una serie di ricettori presenti naturalmente in molte delle nostre cellule, che replicano in modo assolutamente speculare i composti detti appunto cannabinoidi presenti nella pianta di cannabis.
Questa apparente “casualità” naturale, sembra celare la chiave di un rapporto millenario che ha l’uomo con la pianta di cannabis.

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Gli ENDOCANNABINOIDI e il suo sistema endocannabinoide (SEC),quindi,rappresentano un sistema e una sostanza endogena nel nostro corpo e quindi assolutamente da ritenere una “FUNZIONE BIOLOGICA” e una vera e propria “Medicina Umana Bioprotettiva” e non distruttiva come vogliono far credere i Media aserviti a certe elitè di potere che fanno capo alle lobbies economico finanziarie a partire dalla lobby farmaceutica..
Facciamo notare come l’abuso di farmaci sia la terza causa di morte nel mondo e quindi l’uso di tali farmaci cosi come l’inquinamento ambientale e le sostanze tossiche,l’elettrosmog e la cattiva alimentazione e in generale lo stress ossidativo di molteplici fattori della vita quotidiana riducono la produzione di ENDOCANNABINOIDI
Possiamo quindi affermare senza ombra di dubbio che la canapa sia soprattutto “Medicina Preventiva” sotto tutti i punti di vista medici e sanitari USATA DA MILIONI DI PERSONE e solo la disinformazione e la conseguente volontà di speculazione non vogliono che sia alla portata di tutte le persone.
VOGLIAMO FORSE NEGARE UNA FUNZIONE BIOLOGICA DEL CORPO UMANO NEGANDO L’UTILIZZO COME MEDICINA PREVENTIVA.

Negare che la cannabis non sia medicina preventiva sarebbe come dire che il nostro corpo non possa svolgere la sua naturale attività.

In sintesi e a concludere, la medicina deve considerarla non una droga o sostanza stupefacente ma come una sostanza in grado di modulare naturale endogena nel nostro corpo.

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Stefano Auditore Armanasco

Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio (MI), il 12/02/1986.

Mail: direzione@freeweed.it

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