Cannabis ad uso medico in Italia: Non è Libertà di Cura, ma un Business sui Pazienti

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Spesso si confondono i concetti.

Si parla di Cannabis Terapeutica “legale” in Italia solo riferendosi alla cosiddetta cannabis DI STATO, esclusivamente prodotta e distribuita dal SISTEMA NAZIONALE PUBBLICO.

Non si parla dunque realmente di “cannabis con valore terapeutico”, di cui sappiamo bene tutti esser una proprietà INTRINSECA di tutta la cannabis (ovviamente a vari livelli, di cui il migliore è il fitocomplesso classico con presenza RILEVANTE DI THC), ma solamente di UN PRODOTTO ESCLUSIVO DISTRIBUITO DALLO STATO.

Uno potrebbe dire: “benissimo, almeno gestisce lo stato la situazione, ed è giusto”.

Certo, diremmo noi, se però venisse ALMENO applicata la VERA LIBERTA’ di SCELTA della propria cura, QUANTOMENO PORTANDO AL PAZIENTE LA POSSIBILITA’ DI ACCEDERE (ossia di POTER USUFRUIRE LEGALMENTE) ALLA CURA, oppure PERLOMENO DI POTERLA REPERIRE QUALORA AUTORIZZATO (perchè in Italia DEVI ESSERE AUTORIZZATO PER POTERTI CURARE CON LA CANNABIS – concetto già che annienta la definizione sociale di libertà di cura).

Considerato – importante sottolinearlo sempre – che NON ESISTONO controindicazioni sociali all’uso di cannabis (e nemmeno mediche! – tranne rari casi dove il prodotto deve essere controllato per presenze di batteri), sarebbe il MINIMO RIUSCIRE A MANTENERE ALMENO L’APPARENZA DI UN DESIDERIO DI ANDARE INCONTRO ALLE REALI ESIGENZE DEI CITTADINI (perchè pazienti potremmo essere tutti!)

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E’ PURTROPPO INVECE sotto gli occhi di tutti come la libertà di scelta non sia RISPETTATA (difficoltà di prescrizione) e come non sia REPERIBILE quasi mai il PRODOTTO AD USO MEDICO (si notino gli appelli delle varie regioni).

In un MONDO EQUO e GIUSTO probabilmente ci si sarebbe messi insieme a riflettere su come REALMENTE RISOLVERE IL PROBLEMA ALLA RADICE, o PERLOMENO (ripetiamo) ANDANDO INCONTRO ALLE ESIGENTE DEI CITTADINI (ripetiamolo nuovamente – pazienti potremmo essere tutti!).

Ed in questo FANTOMATICO MONDO EQUO E GIUSTO si sarebbe arrivati QUANTOMENO a PROPORRE DI LASCIARE LIBERA LA COLTIVAZIONE PERSONALE A COLORO CHE – PER ESIGENZE MEDICHE – POTESSERO E VOLESSERO USUFRUIRE DELLA CANNABIS – QUANTOMENO DOVE NON RIUSCISSE AD ARRIVARE IL LORO STESSO SISTEMA.

INVECE, in questo macabro sistema di mercanzia sociale sanitaria, il DIRITTO DI CURA e LA LIBERTA’ DI SCELTA DELLA CURA sono divenute abile strumento per RICHIEDERE ESCLUSIVAMENTE L’INGRESSO DELLE AZIENDE PRIVATE NEL REDDITIZIO MERCATO MEDICO DELLA CANNABIS, da noi già da tempo definito FARMACOLIGOPOLIO, senza nemmeno MENZIONARE LA POSSIBILITA’ di COLTIVAZIONE PERSONALE (almeno per i pazienti!).

Approfondimento:  Questione Cannabis Light: Federazione Italiana Tabacchi si esprime

Ecco SVELATO il gioco al MASSACRO SOCIALE ECONOMICO che si vuole CREARE IN ITALIA SULLA PELLE DEI PAZIENTI, oggi VALUTATI COME TERMOMETRO AZIONARIO in MILIONI DI EURO DI INCASSI POSSIBILI.

Come se non bastasse l’eventuale beffa, ecco il DANNO: ogni anno centinaia di persone vengono ARRESTATE per coltivazione personale INNOCUA (che al massimo contrasta le narcomafie), siano esse PAZIENTI O MENO non importa al SISTEMA. Senza contare le segnalazioni e le sanzioni amministrative accessorie.

 

Si scrive Libertà, si legge Business.

Noi non ci stiamo.

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Stefano Auditore Armanasco

Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio (MI), il 12/02/1986.

Mail: direzione@freeweed.it

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