Comunicato: L’Incontro dell’Associazione FreeWeed con il SottoSegretario alla Giustizia

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L’incontro con il Sottosegretario alla Giustizia di giovedi 13 settembre sarà un ottimo momento per comprendere le possibilità di manovra che ci saranno in questa legislatura sul tema Cannabis, su tutti i fronti.

Personalmente restiamo poco convinti che si riuscirà a portare a termine, od anche solo iniziare, un percorso di riforma totale sulla cannabis, ma questo non può e non deve significare che la riforma non sia necessaria per i cittadini e che gli stessi non debbano insistere per un’avanzamento legislativo esponendo le loro motivazioni di fronte al Governo.

Abbiamo il dovere, verso i nostri tesserati e verso il nostro ideale di antiproibizionismo, di portare le nostre proposte e soluzioni pratiche davanti alle Istituzioni, che rappresentano il recettore e l’applicatore legislativo delle richieste sociali avanzate dai cittadini.

L’Associazione FreeWeed porterà le tematiche di autoproduzione, diritto al consumo, tutela del consumatore, uguaglianza sociale, diritto alla cura, libertà di cura e sviluppo economico, direttamente nel cuore della Giustizia Italiana, all’interno del Ministero.

Lo sviluppo politico internazionale sulla tematica dovrà servire da sprone per intraprendere azioni mirate a non rimanere immobili ed accumulare ulteriore ritardo nel garantire diritti sociali che molti stati nel mondo stanno finalmente procedendo a ratificare.

L’incontro potrà servire come termometro diretto delle intenzioni dell’attuale Governo di intraprendere un percorso di riforma sulla cannabis, abbandonando la recente svolta proibizionista ricaricata dall’avvento nel nuovo Esecutivo della compagine Leghista.

Una riforma che ribadiamo essere necessaria, che può trovare molteplici realizzazioni ma che deve mirare a incardinare dentro di sé i principi basilaririchiesti da cittadini, attivisti e sostenitoridi autoproduzione e libero consumo personale oltre che sviluppare un processo sociale, sanitario ed economico decisivo per il nostro paese.
Le vie per raggiungerla sono necessariamente quelle Parlamentari, nostro malgrado, non essendo ancora possibile “referendare” (ossia sottoporre a Referendum Popolare, anche in caso di futuri referendum propositivi) tematiche che riguardino i trattati internazionali, però forzabili agilmente da “Leggi dello Stato”, ed essendo la 309/90, il testo unico sugli stupefacenti, una base non modificabile se non con intervento legislativo.

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La partecipazione al dibattito politico di una Associazione che punta esplicitamente e senza mezzi termini o secondi fini a garantire un diritto personale nelle aule del Ministero della Giustizia, seppur per un semplice colloquio, rappresenta l’inevitabile consequenzialità per una richiesta popolare collettiva sostenuta da migliaia di cittadini, se non milioni, ed esemplifica l’obiettivo al quale siamo rivolti da oltre 6 anni a livello sociale, ossia portare a conoscenza delle Istituzioni del nostro paese la necessità di una riforma sulla Cannabis, mostrando i veri dati scientifici e non quelli di comodo, portando esempi pratici e soluzioni attuabili, e soprattutto puntando a realizzarla, non a veleggiare nel proibizionismo, galleggiando, come molti presunti attori della scena italica antiproibizionista, che negli anni hanno portato avanti questioni personali mascherandole da manovre sociali solamente fino a quando queste garantivano loro eventualità di ritorno economico.

Il dialogo con le Istituzioni è importante, soprattutto quando non è un gioco al ribasso o una richiesta coprente interessi personali.

Quando si parla di Cannabis, a 360°, si parla principalmente di Diritti, inerenti la Giustizia, e come tali devono essere omnicomprensivi e mirare al bene collettivo.

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Vogliamo aggiungere che dialogare con le Istituzioni che gestiscono il nostro Stato non significa nè sostenere i partiti componenti nè procedere a celare la critica nè adagiarsi sul nulla di fatto che c’è festeggiando per un semplice colloquio; capiamo però le paure dei tanti attivisti che negli anni hanno visto vendersi decine di movimenti ai partiti politici.

Le capiamo e le condividiamo, pertanto saranno i fatti a parlare, come sempre per la nostra Associazione FreeWeed.

Ci auguriamo comunque un incontro proficuo per comprendere meglio quale potrebbe essere l’immediato futuro; non mancheranno di venire esposte le enormi criticità della situazione odierna italiana, cercando e provando vie rapide, anche alternative – ma sempre coerenti al nostro pensiero, per frenare in qualunque modo la repressione su condotte innocue che viene ad oggi perpetrata, sempre puntando al fine ultimo della Liberalizzazione totale della Cannabis.

 

Associazione FreeWeed Board

Il Presidente, Il Direttivo e L’Esecutivo

 

 

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Stefano Auditore Armanasco

Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio (MI), il 12/02/1986.

Mail: direzione@freeweed.it

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