Fiori di Canapa Industriale, arriva la Proposta di Fratelli d’Italia: Stop alla Vendita

Purtroppo quanto sta accadendo nelle aule parlamentari non è qualcosa che ci meraviglia: abbiamo appreso, dal sito della Camera, della volontà del Partito “Fratelli d’Italia” di stoppare le vendite di QUALSIASI tipo di produzione di fiori di Canapa.

Purtroppo a questa situazione ed a questa proposta hanno contribuito le recenti (in realtà da sempre da quando è nato questo mercato) ambiguità emerse dal settore ed abilmente (o furbescamente) sfruttate o ignorate dagli stessi artefici del mercato.

Dalla proposta si legge chiaramente come queste situazioni abbiano spinto uno dei partiti più proibizionisti della nazione a proporre queste modifiche legislative:

“Tale nuovo quadro legislativo, se da un lato ha rilanciato la produzione italiana di canapa, una pianta dalle numerose potenzialità in molteplici ambiti di utilizzo, dall’altro ha avuto l’effetto collaterale di aprire il varco alla cannabis a basso contenuto di THC legale per uso ricreativo;”

(Ricordiamo che c’era chi lo pubblicizzava come ottimo sostituto del tabacco senza alcuna normativa che consentisse al consumatore di essere PROTETTO DALLA LEGGE)

La proposta si propone di:

“adottare un’apposita iniziativa normativa che riconosca che tutti i prodotti derivati dalla canapa sativa, a base di infiorescenze, non possano essere utilizzati nella preparazione di alimenti e cosmetici, nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori, e che escluda la produzione delle infiorescenze, qualunque sia il contenuto percentuale di ∆9 THC

ed anche

“ad adottare una chiara e precisa iniziativa normativa che riconosca che tutti i prodotti derivati dalla canapa industriale, a base di infiorescenze, sono da considerarsi stupefacenti;”

Queste sono alcune parti del testo completo che potete trovare sul sito ufficiale della Camera dei Deputati.

E’ doveroso da parte nostra evidenziare che i rischi preannunciati in passato si siano avverati oggi soprattutto considerato il fatto che è inutile pretendere e richiedere a gran voce una regolamentazione se, in primis, chi ha partecipato al mercato della cosiddetta “Cannabis Light” non opera secondo regole di buon senso (ricordiamo che avevamo proposto anche un Codice Etico per le Imprese) ma approfitta sulla pelle e sulla salute dei consumatori speculando, non facendo analisi di nessuna natura al prodotto, dichiarando il falso in etichetta, utilizzando terpeni aggiuntivi sopra i fiori, ovviando a dare notizie al consumatore riguardo il rischio ripercussioni legislative, etc etc  mettendo, così, in cattiva luce tutto il settore e dunque portando ad inevitabili conseguenze, ma soprattutto facendo cancellare, nell’immediato, ogni possibilità di spinta sociale volta alla regolamentazione della condotta coltivativa per tutti.

Forse perchè non era volontà degli stessi principali attori del mercato Canapa Industriale previsto a tavolino?

E’ buffo notare come un parlamento proponga leggi prendendo spunto da programmi televisivi di intrattenimento come “Le Iene”, questo denota la professionalità del partito in questione, come riportato nella proposta:

“una recente inchiesta proposta dalla trasmissione «Le Iene», ha rivelato come in tali negozi, cosiddetti «Green Shop», sia possibile acquistare anche degli estrattori con gas butano attraverso i quali, mediante il trattamento di circa 20 o 30 grammi di cannabis a basso contenuto di THC, avente una percentuale di principio attivo inferiore allo 0,6 per cento, sia possibile ottenere una resina contenente una percentuale di THC fino al 98 per cento;”

Senza considerare la mancata conoscenza in ambito di estrazioni! Quando riusciranno ad ottenere risultati del genere fatecelo sapere!

Salta all’occhio, subito, come il Partito in questione risalti il ruolo della 242 e come metta bene al suo posto tutte “le carte” del gioco.

“dunque, la disposizione in questione si pone come lex specialis rispetto alla disciplina dettata dal decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, che governa i profili penali del diritto degli stupefacenti, introducendo un limite di tolleranza legale in materia di presenza di THC addirittura superiore a quello individuato con alcune pronunzie dalla Suprema Corte di cassazione che ha determinato la soglia nello 0,5 per cento;

La 242 viene intesa come una eccezione della “legge madre” DPR 309/90 ed effettivamente è così.

“E’ evidente che questa norma di salvaguardia, concepita originariamente per il coltivatore, in concreto ha esteso (per analogia in bonam partem) la propria sfera di influenza in relazione alla successiva attività di commercializzazione del prodotto, assumendo il carattere discriminante anche per il soggetto che ponga in vendita piante o sostanze che risultino, per certificazione, conformi ai limiti indicati;”

Purtroppo, pur essendo profondamente contrari a questa proposta ASSURDA, abbiamo cercato sempre di spiegare a tutti che la 242 è concepita SOLO per il coltivatore, SOLO per sviluppare la VERA FILIERA italiana che nulla ha a che vedere con rivendite di prodotti, ma con, prima di tutto, investimenti ai centri di trasformazione, e che ci si dovesse battere per un regolamento migliore, serio e completo.

Abbiamo sempre cercato di spiegare che è sulla condotta coltivativa annotata nella 309/90 e nella molecola di THC che si dovevano concentrare le richieste di tutti; si sarebbe dovuti intervenire precedentemente con proposte volte alla regolazione totale e chiara, COMPATTANDO il fronte dei consumatori (di qualsiasi tipo), ma si è preferito buttarsi in un “mercato facile” facendo “soldi facili” ignorando le ambiguità ed i rischi collettivi sociali ed ora tutto potrebbe scoppiare come una bolla di sapone.

Ovviamente le motivazioni del Partito proponente questa legge sono legate ancora alle obsolete motivazioni cariche di morale che sa fare solo al nostra carissima destra italiana.

“lo «stop» alla vendita, pertanto, servirebbe a «evitare che l’assunzione inconsapevolmente percepita come sicura e priva di effetti collaterali si traduca in un danno per sé stessi o per altri»;

ed ancora:

“il fenomeno sin qui descritto, pertanto, non solo rischia di portare a uno sdoganamento e a una banalizzazione del rischio che il consumo di cannabis porta con sé, in ragione dell’effetto dirompente che produrrebbe soprattutto tra i più giovani, ma, inevitabilmente, faciliterebbe il contatto, perciò i consumi di droghe, tanto da parte della popolazione generale che delle fasce giovanili, proprio in ragione dell’effetto gateway;”

In conclusione la richiesta di Fratelli d’Italia è molto chiara:
– Richiesta di una normativa che vieti tutti i prodotti a base di infiorescenze, a prescindere dal tenore di THC, di canapa ed il suo utilizzo in campo di cosmesi ed alimentare.
– Richiesta di una normativa che dichiari che tutti i prodotti derivati dalla lavorazione dei fiori di canapa sono da considerarsi sostanza stupefacente.
– Richiesta di una nuova normativa in materia di coltivazione, raccolta e trasformazione delle piante officinali di cui al decreto legislativo n. 275 del 2018, coordinandola con quella in materia di coltivazione e lavorazione della canapa e delle relative infiorescenze;
– Divieto di importazione e commercializzazione della canapa a basso contenuto di THC a fini ricreativi
– Bloccare la libera vendita dei prodotti a base di basso contenuto di THC
– Adottare provvedimenti per chi applica pubblicità ingannevole e aumenti la confusione tra prodotti farmaceutici e prodotti che non hanno alcuna rilevanza terapeutica. (L’unico punto sul quale anche noi ci troviamo d’accordo)
– Promuovere campagne informative nazionali di contrasto a tutte le droghe legali e illegali, compresa la cannabis, e alle dipendenze comportamentali più in generale.
– Dare seguito alle attività di educazione alla salute e di informazione sui danni derivanti dall’alcoolismo, dal tabagismo, dall’uso delle sostanze stupefacenti o psicotrope

 

Ora tocca attendere la risposta del Governo. Onestamente sarebbe il caso di iniziare a preparare una controffensiva sociale.

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