Il Ministro dell’Interno Salvini: “Intensificare i controlli antidroga all’esterno delle scuole”

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Caro Ministro Salvini, se davvero crede di combattere la criminalità organizzata e la diffusione di sostanze illecite “aggredendo” i consumatori, spaventando minorenni (e maggiorenni), incutendo timore dell’intervento statale e delle forze dell’ordine tramite azioni repressive delle libertà personali, diremmo che si sta incanalando su una via decisamente poco proficua e molto penalizzante per l’avanzamento culturale e sociale del nostro paese.

La situazione che favorisce la criminalità organizzata, oggi, non è che “nelle scuole” (o fuori) girano sostanze illecite, ma che l’intero mercato sia gestito esclusivamente dalla criminalità e che il cittadino che voglia estraniarsi dal partecipare al finanziamento di tali attività ma voglia consumare un prodotto per uso personale e lo autoproduca (nel caso specifico della Cannabis), subisca ancora sequestri, denunce ed arresti.

Inoltre è tempo di iniziare ad educare sulle sostanze “ritenute illecite”, smettendola di fare tutto un fascio, senza distinzione di effetti, azioni farmacologiche e conseguenze fisiche eventuali.

Quello di cui necessita il nostro paese e la nostra società è un’educazione culturale sulle sostanze, in particolare la cannabis, spesso etichettata erroneamente come sostanza dannosa per l’essere umano, quando numerosi studi scientifici dimostrano che non è affatto dannosa, ma anzi utile in molteplici applicazioni mediche, terapeutiche e di supporto.

Approfondimento:  La Relazione della Direzione Nazionale Antimafia 2015 - Documento Ufficiale

Non serve a nulla intensificare la repressione ed aumentare la “minaccia” di ripercussioni se si usano sostanze, ma serve educazione sociale e soprattutto un avanzamento legislativo che superi il proibizionismo ed instauri un sistema di legalità che tuteli chi usa sostanze (in particolare la cannabis) a livello personale, perchè questo entra nei diritti privati di ciascun cittadino.

Si prenda ad esempio la decisione della Corte suprema in Georgia, dove La Corte costituzionale della Georgia ha osservato che il permesso di consumare cannabis è un atto di protezione del diritto della persona allo sviluppo libero, e mentre il divieto di consumo era considerata un’azione diretta contro il suo giro d’affari e serviva quindi l’obiettivo legittimo della tutela della salute dei consumatori, secondo la Corte, il ruolo di un singolo utente nel supporto della circolazione della cannabis è molto piccolo e, di conseguenza, anche le minacce derivanti dal consumo individuale sono ridotte.

Perchè in Italia non si ragiona in questi termini?

Approfondimento:  Storia di una Distrazione di Massa: L'unica soluzione è unirsi nel messaggio

Perchè non lavorare insieme, istituzioni e cittadini, verso una riforma normativa che tuteli il diritto a coltivare cannabis per uso personale e parimenti si crei un sistema di mercato che colpisca le narcomafie e apra il settore economico normato alle aziende italiane?

Perchè lasciare tutto in mano alla criminalità organizzata, reprimendo il consumo e la coltivazione personale?

Sono domande importanti, che ci auguriamo vengano presto affrontate dal Governo in Carica e dai suoi Ministri.

 

Qui il video della dichiarazione di Matteo Salvini:

 

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Stefano Auditore Armanasco

Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio (MI), il 12/02/1986.

Mail: direzione@freeweed.it

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