Il Proibizionismo sembra inarrestabile: la vicenda di un Attivista

Questo quanto incredibilmente accaduto ad un attivista per la Cannabis libera nell’Italia del 2018.

 

Ecco il raccolto originale:

Il giorno 24/05/2018 alle ore 8:15 del mattino nel comune di Roma, suonano alla porta i Carabinieri (2 in divisa e 3 in borghese).

Esco di casa mi reco al cancello e quando apro, loro mi chiedono di entrare per un controllo perché stanno cercando una persona.

Chiedo com’è lecito il mandato per la perquisizione, loro mi dicono che non gli serve perché per terrorismo possono entrare (perché non abbiano usato anche il termine droga e/o armi non mi è dato a sapere).

Chiedo allora le prove del legittimo sospetto per cui chiedono di entrare in una proprietà privata, a questo punto le FFOO mi intimidiscono di aprire il cancello altrimenti rischio l’accusa di ostacolo e oltraggio a pubblici ufficiali.

Gentilmente li faccio accomodare nel giardino di casa, e pretendo di poter visionare i loro documenti identificativi, quando loro mi negano questo diritto, decido di attirare l’attenzione dei miei vicini, visto che non avevo nessun elemento per comprendere se fossero FFOO o semplici terroristi.

Il loro atteggiamento cambia molto, sono basiti che un “criminale” invochi l’aiuto dei cittadini italiani per essere assistito, esibiscono subito i documenti identificativi, ci raggiunge l’ufficiale in servizio e mi dimostra di essere un ufficiale giudiziario.

A questo punto chiedo di poter chiamare il mio avvocato (con cui parlano loro) e chiedo la presenza di almeno un vicino di casa come testimone della perquisizione.

Quando apro la porta di casa mia, cala un velo di stupore sui loro volti, si accorgono immediatamente che l’odore che usciva era quello di Cannabis, pertanto mi chiedono di indicare dove fosse la sostanza.

Li accompagno in cucina e indico la dispensa dove tengo molti barattoli contenete infiorescenza di cannabis, faccio da subito notare che la sostanza e suddivisa per varietà e non per peso e dichiaro da subito che il tutto è ad esclusivo uso personale.

Continuano la perquisizione e trovano un ingente quantità di infiorescenza, estrazioni di cannabis e Canapa tutte autoprodotte, arrivano alla fine nella stanza matrimoniale e vedono che è adibita a serra indoor con lampade, in fioritura trovano 16 piante, alcune legali (Cartellinate UE) altre illegali (Kush, haze, sour disel, ecc…)

Nel ripostiglio trovano molte talee e relative mamme di canapa industriale che avevo fatto per portarle poi in campo aperto per una coltivazione legale.
Sequestrano il tutto (devono requisire un furgone nel vicino deposito di SDA).

Lasciano in affidamento temporaneo il mio cane ai vicini e mi accompagnano in questura dove resterò per 3 giorni (2 notti) in attesa del processo, come mio solito approfitto di questo tempo per cercare di sensibilizzare ogni appuntato sui benefici della canapa e cannabis e della sua biografia storica…..

Forse per questo o forse per la mia reazione al arresto, ma devo ringraziare questi carabinieri per avermi trattato (per quanto possibile) come un cittadino facente parte del popolo sovrano e non come pericoloso criminale.

Unico rammarico è che non hanno voluto chiamare un medico per valutare la veridicità della ricetta medica che avevo con me per l’acquisto di 15g di cannabis terapeutica (sono un paziente in cura ufficialmente dal 2016), la mancanza di terapia e lo stress della situazione hanno fatto si che quei giorni sembrassero non finissero mai.
Quando ho potuto comparire davanti al giudice, per fortuna ha permesso che parlassi molto (40 min.) per spiegare il mio punto di vista e le motivazioni che mi hanno spinto a commettere tale reato (presto allegherò i verbali del udienza), questo ha permesso che anche il giudice si facesse un idea della mia persona e del lavoro di attivismo svolto in questi anni, il tutto eclatantemente in contrasto con l’accusa di spaccio (che è stata annullata solo nel udienza del 28/09/2018).

Il Giudice delibera gli arresti domiciliari presso l’abitazione dei miei genitori, e mi concede di potermi recare autonomamente con mezzo proprio, con la prescrizione di non poter comunicare con nessuno fino all’ udienza di settembre.
A tutt’oggi non so (e non mi è dato a sapere) per quale motivo reale siano venuti presso la mia abitazione, so solo che non si aspettavano minimamente di trovare una coltivazione di cannabis.

 

Come Associazione FreeWeed siamo vicini all’attivista ed alle lotte sociali per le libertà personali.

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