L’Assurda proposta di “Disciplinare sul mercato della Canapa” di FederCanapa coordinata dalle solite realtà commerciali deve essere fermata

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#FERMIAMOLADISCIPLINARE

Nel titolo stavolta si trova già il contenuto dell’articolo: fermiamo l’assurda proposta di “Disciplinare sul mercato della Canapa” di FederCanapa e delle solite realtà ambigue a supporto!

Riportiamo una breve analisi della proposta, evidenziando i punti critici e pericolosi, soprattutto per le piccole / medie aziende italiane e sul piano sociale di avanzamento normativo:

Questa disciplinare è abbastanza inutile: è più una guida alla coltivazione (che servirebbe a chi l’ha scritta più che agli agricoltori italiani) contenente all’articolo 3 subito una stupidaggine: “Il prodotto oggetto del presente disciplinare è la sola infiorescenza femminile non impollinata di varietà di Cannabis sativa L.”, che presuppone che se il fiore sia stato impollinato o proveniente da canapa “monoica” (che per natura si autoimpollina) non sarebbe “dentro” questa disciplinare, e questo già fa intuire la superficialità con la quale sia stata scritta.

Procedendo nella lettura si notano anche dati interessanti: ma sono gli stessi contenuti nel codice di autoregolamentazione etica (CARE) in vigore da mesi tra aziende etiche e realtà sociali informative, ecco perchè sono cosi interessanti e piacevoli!

Poi invece si parla di “Nel caso di coltivazione con impianto, la piantina deve essere acquistata da un soggetto agricolo con licenza florovivaistica e la vendita deve essere accompagnata dal passaporto fitosanitario che certifica la varietà del pianta, il materiale genetico di provenienza e l’assenza di patogeni (nella fattura è possibile prevedere un codice identificativo del passaporto)” che in parole povere può andare a significare “potete coltivare solo comprando piante da organi scelti”, chissà chi saranno? Sarà tutto a caso, come per le scelta dell’organo che gestisce la faccenda cannabis ad uso medico?

ATTENZIONE: Questa situazione può creare una specie di pre-monopolio tramite consorzizzazione delle aziende: o stai sotto di me, o con me, o fuori dal mercato.


Inoltre si parla di comunicare alle autorità locali obbligatoriamente la coltivazione: ma insomma, ci siamo battuti per anni per toglierla, ed abbiamo raggiunto un misero obiettivo e questi signori vogliono tentare di tornare indietro?

Perchè poi comunicare tutte le aree di svolgimento dei processi aziendali? 

Poi si parla di “iscrizione in appositi elenchi”, della serie, burocratizziamo tutto, che in Italia non ne abbiamo mai abbastanza; chissà chi gestirebbe quegli enti nuovi? 


Tante domande, e queste sono solo le prime annotazioni da una prima lettura, chissà cos’altro si potrebbe celare nelle proposte normative di questi signori.

Ma andiamo a vedere chi scrive queste cose: beh Federcanapa, sostenuta da Canapa Industriale (si legge Dolcevita).
Federcanapa.. ehm.. quella che ha come consulente esecutivo membro del comitato scientifico il signor Ricercatore Numero Uno Giampaolo “Double J” Grassi? Si, Proprio loro.

Approfondimento:  Canada: Il fumo di un falò di piante di Cannabis raggiunge le case dei residenti

Ovviamente figuratevi se EasyNiente non ci si buttava in mezzo, proprio lei che per prima, stando alle segnalazioni viste sui social network, ha venduto prodotti fuori da qualunque requisito morale e sanitario fottendosene delle conseguenze, ma negato dall’azienda minacciando ripercussioni e denunce a chi riportasse le segnalazioni chiedendo risposta, come in questo caso.

Che dire ancora?

Il lavoro di attivisti viene preso, calpestato, sminuito e fortemente cambiato per portare acqua al mulino del controllo statale forzato e aziendale monopolistico, sempre con gli stessi attori.

 

Andiamo a leggere qualche commento degli agricoltori italiani sui social a questa proposta (riportati in modo anonimo):

 

  • Questo è solo monopolio e non parla di uso , anzi buste chiuse e sigillate che all’ apertura si rompono giusto perché così se ti fermano col sacchettino aperto di inculano , la disciplinare in questione a cosa serve , a penalizzare i piccolo addirittura si dice di lasciare 50 piante per particella ma siamo fuori , già con la selezione se ne perde in più lasciamole li a sfiorire …. E chi non ha tt i locali per confezionare o essicava al naturale all’ ombra ora che fa ? E imbarattolare tutto quanto ci costa … Praticamente è distruggere le piccole realtà che stavano cambiando vita e progetti . Che schifo …. Ma si può fare qualcosa per bloccare sta pagliacciata ?

 

  • E’ abbastanza una stronzata questo disciplinare. Non aggiunge niente di nuovo e non da indicazioni sulla proprietà dei costitutori del seme. Il passaporto fitosanitario NON deve essere richiesto se si utilizzano semi di varietà del catalogo europeo, che sono espressamente e puntualmente legali ed certificate come “europee”; anche nel caso di acquisto di parti di pianta se queste provengono da semi iscritti vale la non necessità del passaporto (ricordo a tutti la finalità del passaporto europeo). L’indicazione di protocolli di coltivazione è abbastanza singolare, visto che il fitosanitari regionale richiede come da legge che l’azienda abbia un soggetto responsabile della tecnica florovivaistica; nel caso della canapa, e se si rimane in questo specifico ambito, deve essere dimostrata la sola capacità tecnica di florovivaismo e la qualità del processo produttivo per evitare l’uso di inquinanti o prodotti indesiderati o la diffusione di patogeni presenti dell’azienda. Sono operazioni che richiedono competenza ordinaria
  • Buongiorno, ma se l’azienda agricola non fa parte di queste associazioni? Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori – CIA e Federcanapa , le altre che dicono? Il Ministero dell’agricoltura cosa dice? Queste 4 Categorie hanno fatto una disciplinare senza consultazione degli altri?
Approfondimento:  La società italiana di Farmacologia (SIF) dimentica i pazienti e sta dalla parte della Criminalità Organizzata? di Simone Fagherazzi

Come Associazione ci auguriamo che questo tipo di disciplinare non passi e non venga varato, per non sottostare a regole imposte da persone che nel settore non hanno nulla a che spartire se non la coltivazione della stessa pianta, perchè nei modi, metodi, obiettivi e etica, sono troppo distanti da quanto il Paese necessita. 

 

Inoltre non si parla di consumo umano, la parte principale necessaria per una effettiva RIFORMA NORMATIVA: probabilmente non è tra gli obiettivi di queste realtà che noi non riconosciamo come “esperte” o “normatrici”.

La loro Proposta ASSURDA è rimanere nel “vuoto normativo” creato dalle loro stesse proposte parlamentari precedenti e strutturato esclusivamente per procedere nella vendita del prodotto, senza preoccuparsi di tutelare il consumatore finale, da loro considerato esclusivamente un compratore, come vediamo nella nota dell’articolo 8 della loro assurda proposta:

“Art. 8 DESTINAZIONI DI UTILIZZO DEL PRODOTTO: L’infiorescenza di canapa sativa prodotta in conformità del presente disciplinare potrà essere destinata al consumatore finale e/o conferita alle industrie o ad aziende artigianali per successive lavorazioni, nel rispetto degli usi previsti dalla L. 242/16 e delle specifiche norme vigenti nei settori di impiego.”

 

E’ necessario procedere verso un avanzamento collettivo di stampo sociale: non si può sempre rimanere seduti a guardare queste assurdità.

 

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Stefano Auditore Armanasco

Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio (MI), il 12/02/1986.

Mail: direzione@freeweed.it

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