In Svizzera le Autorità intervengono per tutelare i consumatori da Prodotti di Cannabis Light non adeguati alle norme

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Riportiamo dal sito ufficiale Ticino Online una inchiesta delle Autorità Svizzere di questi giorni.

In Italia la situazione è sfuggita di mano, soprattutto per colpa di aziende senza etica e senza morale, con interessi solo a speculazione: abbiamo di recente denunciato diverse situazioni, volantini al SERT che invitano a prodotti senza indicazione terapeutica nè principi attivi sufficienti nè controlli adeguati, farmacie che invitano a comprare canapa industriale senza controlli e tabaccai che espongono insegne mediche su prodotti che non hanno nemmeno un controllo qualitativo alla fonte, per legge.

Ma torniamo alla Svizzera, ed alla notizia principale.

Su 46 campioni analizzati, in Svizzera, sono stati riscontrati tassi più che variabili di CBD.

La cannabis legale venduta nel cantone di Ginevra non rispetta tutte le disposizioni legali: lo rivela un controllo effettuato dal servizio cantonale del consumo e degli affari veterinari.
Se il tasso di THC dei prodotti è conforme, quello del CBD è spesso indicato in modo «fantasioso».

Il sondaggio ha coinvolto 46 campioni di cannabis.

Approfondimento:  La Relazione della Direzione Nazionale Antimafia 2015 - Documento Ufficiale

Tutti presentavano un tasso di THC inferiore all’1% previsto dalle disposizioni legali, riferisce il Dipartimento ginevrino della salute.

Sono invece stati riscontrati tassi più che variabili di CBD, il cannabidiolo.

Uno dei prodotti esaminati indicava un tasso di CBD del 28%, mentre le analisi di laboratorio hanno riscontrato una proporzione del 2%.

«Gli effetti rilassanti o ansiolitici ricercati dai consumatori sono raramente presenti, e ciò costituisce una frode».

I controlli hanno rivelato ulteriori irregolarità.

La messa in guardia imposta dall’ordinanza sul tabacco era assente presso 5 dei prodotti analizzati, illeggibile in altri nove, mentre in ulteriori 14 l’avvertimento non rispettava le dimensioni previste (ossia nascosto volutamente).

Rari sono infine i negozianti che hanno registrato la cannabis legale da loro venduta presso l’Ufficio federale della sanità pubblica.

Quando sono stati prelevati, soltanto due prodotti su 46 erano stati registrati e la loro vendita autorizzata.

Il Dipartimento della salute ha previsto di punire le irregolarità con sanzioni amministrative e penali. (In Italia invece si osannano gli speculatori e si difendono le aziende scorrette – paese che vai, usanza che trovi)

Approfondimento:  I Cannabis Social Club in Europa

Saranno pure impartiti termini per la messa in conformità e pronunciati divieti di vendita nei riguardi dei negozianti che dovessero omettere di regolarizzare la loro situazione.

FONTE: TICINO ONLINE

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Stefano Auditore Armanasco

Presidente Associazione No Profit FreeWeed Board

Nato a Cernusco sul Naviglio (MI), il 12/02/1986.

Mail: direzione@freeweed.it

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